Esposizione di Arte contemporanea presso l'Aeroporto internazione d'Abruzzo "Pasquale Liberi" - via Tiburtina Valeria km 229100, 65131 Pescara

Progetto Energy

Un’ occasione straordinaria di conoscenza di se stessi, di sincerità, di libertà espressiva e, per questo, un punto di vista privilegiato da cui guardare e interpretare il mondo e con esso comunicare: questa è l’arte per Raffaella Bonazzoli.
Un’artista in profondo ascolto di se stessa, ma attenta agli stimoli della società, per lei un costante termine di confronto e ispirazione, che ha fatto della ricerca espressiva e della sperimentazione tecnica il suo impegno per l’arte. 
Coerente con questa estetica, decide di cimentarsi con la pittura. Cinque anni di preparazione per lo studio dei colori che confluiscono nel progetto Energy.

Colori fluorescenti, prese elettriche, linee che si intersecano, figure astratte in un equilibrio di spazio, luce e materia, che danno espressione al movimento vitale della società e dell’immaginario collettivo. Bonazzoli raffigura la massa di persone e ad essa si rivolge ma non come informe insieme di uomini, bensì, al contrario, come insieme comunicante di individui ciascuno con la propria unicità.

Pur prendendo le mosse dalla filosofia della Pop Art, Energy arriva a conclusioni diverse. 
Individua un oggetto di indispensabile uso quotidiano, seriale, e  lo decontestualizza, lo rende iconico e lo amplifica; ma qui non è la massificazione della società che si vuole rappresentare, bensì la possibilità di vivere la propria unicità e singolarità, pur in un mondo standardizzato e conformato. L’oggetto scelto è la presa elettrica, che è portatrice di energia, di vitalità: ogni presa, ogni individuo rappresenta energia, con il proprio colore, ovvero la propria prospettiva spazio temporale.
Le linee che sovrappongono le prese sono la condivisione di pensiero tra esseri umani, l’incontro tra espressioni personali autentiche.

Lo spettatore è chiamato in causa, è chiamato a cercarsi, in quelle prese elettriche tutte uguali eppure tutte diverse, a ritrovarsi seguendo i fili che lo collegano all’uno e all’altro, come un gioco di rimandi, di scambi e di corrispondenze, andando ben oltre la visione che appare nella tela e cercando un equilibrio tra perdita e ritrovamento, direttive pulsionali scaturite dall’energia di ogni essere umano.


Fausta Rotondo

Energy Project

An extraordinary opportunity for self-knowledge, sincerity, expressive freedom and, for this reason, a privileged viewpoint from which to look at and interpret the world and communicate with it: this is art for Raffaella Bonazzoli.
An artist who listens deeply to herself, yet is attentive to the stimuli of society, for her a constant term of comparison and inspiration, who has made expressive research and technical experimentation her commitment to art. 
Consistent with this aesthetic, she decided to try her hand at painting. Five years of preparation for the study of colours flow into the Energy project.

Fluorescent colours, electric sockets, intersecting lines, abstract figures in a balance of space, light and matter give expression to the vital movement of society and the collective imagination. Bonazzoli depicts the mass of people and addresses it, but not as a shapeless ensemble of men, but, on the contrary, as a communicating whole of individuals each with their own uniqueness.

Although Energy takes his starting point from the philosophy of Pop Art, he arrives at different conclusions. 
It identifies an object of indispensable daily use, a serial object, and decontextualises it, makes it iconic and amplifies it; but here it is not the massification of society that it wants to represent, but rather the possibility of experiencing one's own uniqueness and singularity, even in a standardised and conformed world. The chosen object is the electrical socket, which is the bearer of energy, of vitality: each socket, each individual represents energy, with its own colour, its own space-time perspective.
The lines superimposing the sockets are the sharing of thought between human beings, the meeting of authentic personal expressions.

The spectator is called upon, is called upon to seek himself, in those electrical sockets all the same and yet all different, to find himself by following the threads that connect him to one and to the other, like a game of cross-references, of exchanges and correspondences, going far beyond the vision that appears on the canvas and seeking a balance between loss and rediscovery, pulsional directives triggered by the energy of every human being.